La fine dell’asilo nido

2541-2Con oggi Troppolino ha concluso la meravigliosa esperienza dell’asilo nido. Lui forse ancora non se ne rende conto, io invece mi trovo in uno stato di tristezza mista a felicità.

Tristezza perché questo anno è stato meraviglioso, le educatrici sono state bravissime, gli spazi erano nuovi e ben tenuti, ed ogni bimbo veniva guardato con attenzione e amore.

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Piccoli Masiniani crescono

MusicaLa mattina quando siamo in macchina che andiamo all’asilo Troppolino vuole essere “allietato” (tra virgolette sì, se mi sentiste cantare capireste :-D) con delle canzoncine. Solitamente vuole che io canti “L’elefante si dondolava”, ma stamani questo è stato il dialogo:

Io: Che canzoncina ti canto stamani? Gli Elefanti?
Troppolino: No, mamma, fanti no.
Io: Allora l’orango tango (I due liocorni)?
Troppolino: No, mamma, otango no.
Io: Issa la vela?
Troppolino: No, issa vea no.
Io: Pinocchio?
Troppolino: No, iocchio no.
Io: C’è un amico in me? (Toy Story)
Troppolino: Noooo, chico in me noo.
Io: Allora cosa ti canto?
Troppolino: Ioerai (T’innamorerai di Masini)

Ecco, adesso non c’è più alcun dubbio. Non me l’hanno scambiato all’ospedale, è davvero figlio mio.😀

Crisi d’identità

DomandeTroppolino è entrato nella fase delle domande a raffica, non è partito però dal classico “Perché?”, le sue domande preferite sono:

– e fai? (Che fai);
– ove vai? (Dove vai);
– me mai? (Come mai);
– sei? (Chi sei).

Oggi si divertiva a chiedere a tutti quanti “seiiii?”, l’ha chiesto a me ed ho risposto “mamma!”, l’ha chiesto a hubby che ha risposto “babbo!”, poi lo abbiamo chiesto noi a lui: “Amore e tu chi sei?” E lui ci guarda con quei suoi enormi occhioni e ci risponde “Apopo (Jacopo)”!

Visto che si chiama Francesco e non Jacopo ci stiamo domandando se a 2 anni è possibile avere la prima crisi d’identità😀

Dialogo surreale

BarbapapàL’altro giorno Troppolino è tornato a casa dall’asilo con un grande morso sul braccio, le maestre dicono che a quell’età è normale che i bambini si mordano tra di loro, ma resta comunque una cosa molto fastidiosa per noi genitori. Ovviamente le tate non ci hanno detto il nome del vampiro, tanto avrebbe fatto poca differenza, allora io e Hubby ci siamo messi a fare le nostre congetture e la sera mentre giocavamo sul divano lo abbiamo chiesto al piccoletto, questo il dialogo surreale che ne è venuto fuori. Continua a leggere